Come sarà il 2016 di Twitter: svolta o anno nero?

24 febbraio 2016

Dove sta andando Twitter? Ormai a chiederselo non sono più solo gli addetti ai lavori del mondo digital. Le vicende legate ai conti in rosso del social network sono più volte balzate agli onori della cronaca, anche fuori dalla Rete stessa, specie quando hanno riguardato il licenziamento dell’8% dei dipendenti.

La società cinguettante ha un grande problema di fondo: non riesce a far lievitare il suo numero di utenti, soprattutto quelli attivi. Dando uno sguardo veloce anche ai follower del vostro profilo personale, potrete rendervi conto della marea di account aperti e mai effettivamente utilizzati.

Twitter attualmente conta 320 milioni di utenti attivi al mese (se vi sembrano tanti, provate a pensare agli oltre 1,5 miliardi di Facebook). In Italia, Twitter ha una penetrazione pari al 12%. Dato tutto sommato positivo, tenuto conto che ha il medesimo tasso percentuale di Instagram, anche se con previsioni di crescita del tutto differenti.

Twitter digital-transformation

Nato nella primavera del 2006 (il primo tweet è del 21 marzo), Twitter ha vissuto stagioni intense, riempiendo i manuali dei marketers con le sue dinamiche comunicazionali (dai 140 caratteri, agli hashtag e ai trending topic) e le sue case history (quella del real time marketing della OREO ormai ha perfino stancato).

L’idea di creare un servizio in grado di comunicare in tempo reale ad una cerchia di amici era venuta a Jack Dorsey. Motivo della sua notorietà e del suo utilizzo da parte delle aziende è stata, appunto, l’immediatezza dei messaggi, il fattore tempo. Breaking news e real time system sono bastati a convincere le grandi aziende e i grandi marchi ad avviare gli investimenti, accresciuti nell’aprile del 2010, quando la piattaforma cinguettante ha lanciato le sponsorizzazioni di tweet e profili.

Poco più di un mese fa (era il 19 gennaio, i community manager se lo ricorderanno bene!) c’è stato il TwitterDown, un blackout del social in tutto il mondo, che ha fatto tremare anche la quotazione in borsa. Solo una settimana più tardi, quattro figure chiave tra i vertici dell’azienda, appartenenti al team esecutivo, decidono di lasciare vacanti le loro posizioni.

I problemi di Twitter vertono intorno al numero di utenti, è chiaro. E se più volte durante le nostre consulenze, diciamo alle aziende che si affidano a Lektà che accrescere fan e follower sui social network non è di per sé sinonimo di successo, è pur sempre vero che almeno in casa Twitter i conti non sono mai tornatiLe disavventure finanziarie sono una diretta conseguenza della mancata crescita del bacino di nuovi utenti.

Per segnare un nuovo corso, portando un’aria di rivoluzione, i piani alti hanno pensato di rinnovare il management, scegliendo come responsabile della comunicazione globale Natalie Kerris, ex addetta alle pubbliche relazioni della Apple. A guidare questa traversata è Jack Dorsey, richiamato come amministratore delegato per sostituire Dick Costolo.

Quali saranno le priorità di Twitter durante il 2016?

Basterà la migliorata integrazione con Periscope? La funzionalità è già attiva e concede, in sintesi, di vedere i video direttamente dallo stream dei tweet, evitando il seccante passaggio di cliccare sul link e seguire le dirette uscendo da Twitter, utilizzando un’altra app. Basterà la possibilità di mandare messaggi diretti privatamente? O il recente Customer Feedback?  Per strizzare gli occhi anche alla Generazione Z (ma chi sono questi della GenZ?), intanto, è stata implementata la funzione di caricamento e scelta di gif (al momento solo da mobile). 

Il prossimo passo potrebbe (dovrebbe?) essere l’abbattimento del limite dei 140 caratteri, ovvero la caratteristica peculiare di Twitter. Sarà l’anno della svolta o un altro anno nero?

Paola Leo

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