Starbucks arriva in Italia: sarà flop o successo?

16 ottobre 2015

Dopo anni di bufale e smentite pare sia (quasi) giunto il momento: Starbucks aprirà anche in Italia. Sarà Milano (non siete così sorpresi, vero?) ad ospitare per prima la più nota catena di coffee shop del mondo, già a partire dal 2016.

Starbucks marketing digitale

Secondo il Corriere, primo a far trapelare la notizia subito rilanciata a gran voce sui social, Howard Schultz, storico volto di Starbucks, firmerà un accordo entro Natale con Antonio Percassi, esperto di retail e fautore dell’espansione commerciale di Benetton, Zara e, del più recente, Victoria’s Secret in Italia.

Il ruolo di Percassi sarà quello di “franchising partner”. L’operazione è frutto di una decisione lunga oltre vent’anni, da quel viaggio del 1983 che lo stesso Schultz fece a Milano, alla scoperta dello stile, tutto italiano, di vivere il bar. È quasi un voler chiudere il cerchio: apre a Milano l’azienda che, proprio all’ombra della Madonnina, ha capito qual era la strada da intraprendere per accrescere e caratterizzare il proprio business.

Attualmente, l’azienda nata a Seattle conta oltre 22500 caffetterie nel mondo, con un fatturato di 9 miliardi di dollari. Ma il successo di Starbucks non è legato solo al caffè. L’idea di base, esplicita anche sul sito ufficiale, è quella di offrire un terzo spazio tra il lavoro e la propria casa, creando una vera e propria “esperienza Starbucks” che può prescindere dal caffè stesso. Anche se, all’estero, è del tutto normale vedere passeggiare persone che tengono stretto nelle loro mani il bicchierone di carta con dentro bevande bollenti.

Starbucks marketing digitale

La fama di Starbucks è anche merito dell’aspetto “digital” dei suoi spazi (a proposito, fatevi un giro su Instagram). Non solo free wifi, la catena americana, nei suoi ambienti, mette i consumatori a proprio agio con divani e comode poltroncine, vicini o in prossimità di prese di corrente e tavoli per utilizzare i pc, proprio come fosse uno spazio di co-working.

Di più: con Starbucks Digital Network offre già contenuti come film, news e serie tv. Un’offerta variegata per accontentare tutti, dal business man al millennial, coltivandone i driver di consumo e i desideri.

I dirigenti Starbucks sanno che per gestire al meglio i processi di marketing serve un’accurata strategia, anche sul piano della creatività, per lasciare intatto (o semmai, aumentare) il valore per il cliente. D’altronde in tutti i manuali recenti, quando si parla di marketing esperienziale non si può non citare proprio il caso di Starbucks. Ed è proprio su questo aspetto che Percassi vuole far leva per esportare il marchio della bevanda americana nella patria del caffè. L’idea è quella di scegliere una location in centro città che sia punto d’incontro fra uomini d’affari, imprenditori, professionisti e trendsetter.

Sarà una sorta di percorso all’inverso: convincere il mercato italiano, lo stesso che alla filosofia del primo Starbucks ha dato i natali soprattutto in termini di stile, a far proprio il modello dell’”esperienza del caffè”. Insomma, ci saranno davvero più Frappuccini per tutti o sarà un flop?

Paola Leo

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