Video e mobile, i passaggi obbligati del marketing contemporaneo

14 ottobre 2015

Pare ormai chiaro che le strategie online per il successo di un business passino per due pilastri fondamentali: video e mobile. Creare una campagna di video advertising e condividerla su larga scala è divenuto più semplice ed accessibile grazie alla potenza delle piattaforme social.

Non solo, oggi non c’è contenuto postato sui social media che non sia accompagnato da immagini e foto (fino a pochi anni fa non era affatto così). Analisi dei dati alla mano, è diventato impossibile, per i marketer contemporanei, trascurare le enormi potenzialità di video e mobile. Lo stesso algoritmo di Facebook è stato aggiornato tenendo conto di questa peculiarità.

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Le statistiche dell’ultimo anno, inoltre, sono tutte a favore di questa nuova tendenza. Il consumo di video su dispositivi mobile, nello specifico, registra una crescita continua: oltre il 43,9% nel 2015 (report ZenithOptimedia).

Crescita più lenta ma costante anche per la fruizione di video da dispositivi desktop, aumentati del 9,5% nel 2015 e con una previsione di incremento del 6,5% nel 2016. Percentuali alla mano, è indubbio considerare il mobile come modalità di fruizione preferita. Solo in Italia, secondo una statistica comScore, ben il 17% degli utenti complessivi è mobile only, fruisce, cioè, dei contenuti video utilizzando solo ed esclusivamente dispositivi mobile.

Vestendo i panni del maggior competitor, è d’obbligo citare insieme a Youtube proprio Facebook. Il sorpasso di quest’ultimo in termini di visualizzazioni è già avvenuto lo scorso gennaio. È dunque evidente che Facebook abbia lanciato un guanto di sfida a YouTube. E lo ha fatto potenziando i suoi Insights e aggiungendo nuove funzioni per gli amministratori di Fan Page. Un’ulteriore mossa per indurre gli amministratori a caricare i video direttamente dalla piattaforma, senza passare da YouTube.

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Le aziende e i brand, analizzando dati e statistiche, non hanno solo bisogno di aprirsi a video e mobile, ma, visti i numeri impressionanti, di specializzarsi in particolare nei video su Facebook. Ciò significa ottimizzare i video per l’app mobile di Facebook, testandone la lunghezza, il peso in termini di mega e valutandone soggetti e contenuti in funzione della propria audience.

Inserire in un piano editoriale una campagna di video marketing significa ragionare in termini di engagement e brand awareness, molto più che ottenere mere visualizzazioni.

Considerando che il traffico dei video su Facebook ha raggiunto i 4 miliardi di visualizzazioni al giorno, e rendendo, di fatto automaticamente, YouTube il primo vero rivale anche nella battaglia per gli investimenti pubblicitari digitali, brand e aziende dovrebbero approfittare di questi cambiamenti e puntare sul video marketing. Secondo il report ZenithOptimedia precedentemente citato, a breve gli investimenti pubblicitari sui video online varranno un ottavo del totale degli investimenti in rete.

Video e mobile first, dunque: due scommesse che la rete promette di ripagare. Non a caso, negli ultimi mesi, è cresciuta anche l’attenzione verso le app di mobile video streaming (Periscope e Meerkat su tutte). Queste app di live streaming (o life streaming) non hanno alcun costo di accesso, riescono a raggiungere una grande mole di utenti (seguendo la linea del one-to-many) e aprono a nuovi interessanti scenari di content e real time marketing. Ma di questo parleremo in un altro post.

Intanto, con Lektà puoi approfondire le tematiche legate al social media marketing.

Paola Leo

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